Il piacere di regalare un libro ad uno sconosciuto

Dopo tanto, troppo tempo torno a scrivere, e lo faccio per parlare di una splendida iniziativa ideata da un mio amico, alla quale ho subito aderito con grande piacere.

Tutto è iniziato poco più di un anno fa, quando Alberto, per mezzo del suo blog, http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/, invitò chiunque lo volesse a fare un gesto semplice quanto impensato: regalare un libro ad uno sconosciuto in un giorno prestabilito, ovvero il 26 marzo 2010.

Tra pochi giorni, Venerdì 25 marzo, si svolgerà il secondo capitolo di questa iniziativa, ormai nota a molti come “Leggere Leggere  Leggere”, così ho pensato di raccontare cosa ha significato per me parteciparvi l’anno scorso.

Appena lessi cosa aveva in mente Alberto pensai subito che fosse una grande idea. Anche io come lui prendevo il treno ogni giorno, e incrociavo per strada le stesse persone, ma mai una parola, un saluto, o un sorriso. Tutto questo a pensarci sembra una cosa piuttosto ridicola. Ma io non sono molto estroversa, quindi il mio secondo pensiero fu “seeeeeeeee e chi ce la fa a andare da uno sconosciuto e dirgli tieni ti regalo questo libro”?

Nonostante la mia scarsa convinzione, ho comunque contribuito a divulgare l’iniziativa tra amici e conoscenti, e ho visto crescere il numero e l’entusiasmo dei partecipanti in maniera esponenziale. Questa cosa oltre a convincermi che dovevo farcela, mi ha nutrita di una nuova speranza nelle persone. Era bello vedere in quanti riconoscessero e fossero disposti a combattere quella sorta di diffidenza verso il prossimo.

Così arrivò la mattina del 26 marzo e, come sempre, presi il treno dove incontrai Alberto che aveva già regalato il suo libro ad un signore seduto qualche sedile avanti ai nostri. Io ero agitatissima, e solo all’idea di cosa stavo per fare mi vergognavo tantissimo, ma ormai avevo deciso e l’avrei fatto. Decisi di aspettare di scendere  dal treno per entrare in azione, meglio farlo con una persona incontrata per strada, almeno potevo fuggire subito dopo aver portato a termine la mia missione.

Arrivata a Rifredi, appena uscita dalla stazione tirai fuori dal mio zaino il libro “L’amico ritrovato” che avevo appositamente scelto per l’occasione, e avevo in mente un unico pensiero: agire prima possibile! Perché non sapevo quanto avrei retto prima di rinunciare. Mi guardai intorno, alla ricerca di un essere umano di sesso femminile, perché con un uomo sarebbe stato ancora più imbarazzante, e senza pensarci troppo mi fiondai sulla sagoma di una ragazza girata di spalle, attirai la sua attenzione, e appena si girò ebbi subito il presentimento di aver sbagliato persona, ma il mio motto è “l’apparenza inganna” quindi le offrii il mio libro, spiegandogli il perché del mio gesto. Lei non accettò il mio libro, dicendo che non aveva alcuna intenzione di mettersi a leggere. Quando la vidi reagire in quel modo rimasi piuttosto sconvolta, sembrava quasi che le avessi offerto una pistola per andare a uccidere gente a caso, o che volessi mettergli in mano qualcosa di incandescente. Quindi l’ho salutata e mi sono allontanata, pensando che sapevo si che l’italia non è un paese pieno di lettori, ma non credevo che un libro potesse spaventare a tal punto.

Senza pensarci troppo mi sono subito lanciata alla ricerca di un secondo potenziale destinatario per il mio libro. Di nuovo una ragazza. Di nuovo un no. Ma stavolta credo che il problema non sia stato l’odio per la lettura, quanto la paura che volessi venderle qualcosa. Lei infatti è letteralmente scappata dicendo che era di fretta.

Dopo il secondo rifiuto ero abbastanza demoralizzata. A quel punto ho chiamato Alberto, e gli ho detto: “io c’ho provato! Due volte! Ma non lo vuole nessuno!” Lui incredulo mi ha risposto di riprovare, che la strada era piena di sconosciuti e sicuramente avrei trovato quello giusto.

A quel punto ho proseguito la strada verso l’università, e prima di riprovare a regalare il libro ho deciso di guardarmi un po’ intorno, per scegliere bene una faccia che m’ispirasse. È stato a quel punto che ho visto camminare verso di me una signora, e mi son detta che era quella giusta, così l’ho fermata e le ho offerto il mio libro. Lei l’ha accettato molto volentieri , dimostrandosi molto incuriosita e positivamente stupita dal mio gesto ed io finalmente ero soddisfatta, il sorriso della signora mi ha fatto dimenticare anche i due rifiuti precedenti!

Adesso non mi resta che aspettare che sia venerdì per poter ripetere questa esperienza, dalla quale mi sono sentita arricchita. Questa volta regalerò “Novecento”, che ho acquistato proprio stamani, ma non ho idea da chi lo riceverà, ancora una volta seguirò l’ispirazione del momento!

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