Il commercio equo e solidale

 

Conoscete tutti il commercio equo e solidale? Io per circa sette anni ho fatto parte insieme ad altri ragazzi del gruppo equo e solidale di Montelupo Fiorentino, il paese dove abito. La nostra attività consisteva nel partecipare ai mercatini che vengono fatti una domenica al mese nel centro del paese allestendo un “banchino” per la vendita dei prodotti e la promulgazione delle campagne promosse dal commercio equo e solidale. Per un paio d’anni abbiamo anche tenuto aperto tutti i sabati pomeriggio un piccolo negozietto. Infine offrivamo ai clienti la possibilità di acquistare delle ceste natalizie fatte da noi con i prodotti alimentari che vendevamo, da regalare a parenti amici e questa iniziativa ogni anno raccoglieva un grande successo.

L’anno scorso purtroppo per motivi di forza maggiore abbiamo dovuto terminare la nostra attività, ma mi faceva piacere raccontarvi in breve questa realtà che ho vissuto in prima persona. Se avrete la pazienza di leggere qualche riga cercherò di spiegarvi in cosa consista questo progetto e quali siano i suoi obiettivi.

Il Commercio equo e solidale è una partnership commerciale basata sul dialogo, la trasparenza e il rispetto, che mira ad una maggiore equità nel commercio internazionale. Contribuisce allo sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali a produttori svantaggiati e lavoratori, in particolare nel Sud del mondo, e garantendone i diritti. Le organizzazioni del commercio equo, come il gruppo al quale ho partecipato, col sostegno dei consumatori, sono attivamente impegnate a supporto dei produttori, in azioni di sensibilizzazione e in campagne per cambiare regole e pratiche del commercio internazionale convenzionale.

Molto schematicamente gli obiettivi del commercio equo e solidale sono:

·       Migliorare le condizioni di vita e il benessere dei produttori;

·       Promuovere opportunità di sviluppo per i produttori svantaggiati;

·       Divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento;

·       Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana e accrescere la consapevolezza dei consumatori;

·       Proteggere i diritti umani;

·       Favorire la creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste;

·       Favorire l’incontro tra consumatori critici e produttori dei paesi economicamente meno sviluppati;

·       Sostenere l’autosviluppo economico e sociale;

·       Stimolare le istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela dell’ambiente, promuovendo campagne per il cambiamento delle regole e delle pratiche del commercio internazionale convenzionale;

·       Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.

Personalmente credo in questo progetto perché ritengo che sia importante che tutti noi ci preoccupiamo del disequilibrio economico mondiale e non pensiamo di essere estranei a questo problema. Molti potranno pensare che non sarà certo l’acquisto di un prodotto equo e solidale che potrà cambiare… ma a tale proposito io credo fermamente che è proprio grazie ai piccoli passi che si possono fare grandi imprese. 

 

 

 

 

 

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